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1 LUGLIO 2021

La sicurezza di un Data Center parte dalla sua progettazione

Oggi l’asset più importante di un’azienda non è più quello che produce, sia esso un servizio o un bene materiale, ma i dati. Gestirli in maniera efficace fa la differenza, come sottolineava già nel 2006 il matematico inglese Clive Humby: “I dati sono il nuovo petrolio”. Ma dove risiedono i dati? Dipende naturalmente dal tipo di azienda e da quanto queste informazioni siano sensibili, ma in pratica sono in un data center, che può essere gestito direttamente dal proprietario dei dati stessi o da terzi. Indipendentemente dal fatto che siano on-premise oppure sul cloud, proteggere i dati è fondamentale, quindi quando si progetta un data center bisogna tenere conto di una serie di fattori tecnici che rendono un data center veramente sicuro rispetto a un altro che – in caso di eventi imprevisti – non offre le garanzie necessarie. L’incendio alla struttura di Strasburgo di OVHCloud dimostra come un semplice incendio, una situazione rara ma non certo impossibile, possa mettere a nudo le vulnerabilità di più sistemi.

La sicurezza fisica di un data center richiede quindi un approccio progettuale differente da quello di qualsiasi altra tipologia di edificio. In un ufficio, un magazzino o un centro commerciale la priorità è salvaguardare l'incolumità delle persone, garantendo loro vie di fuga in caso di incidenti. Tutto il resto è sacrificabile. Anche nel caso dei data center la sicurezza fisica di chi ci lavora è al primo posto, ma mettere al sicuro anche i server e le informazioni che contengono è altrettanto importante: qui viene conservata la linfa vitale delle imprese ed è fondamentale ridurre al minimo l’impatto di un qualsiasi evento esterno, perché bloccare anche solo per pochi secondo l’accesso ai servizi essenziali mina la continuità del business. Pensiamo all’esempio di un ospedale: non poter accedere alle informazioni sui pazienti anche solo per poche ore può avere un impatto disastroso. Non è un caso che solitamente i sistemi mission critical siano replicati in più posizioni geografiche, così da poter fronteggiare anche le situazioni più estreme e improbabili.

 

L’approccio di In-Site alla progettazione di un data center

In-Site è una società di ingegneria integrata specializzata nella progettazione e realizzazione di infrastrutture complesse, in particolare Data Center e Security Operation Center (SOC), che rappresentano il core business dell’impresa. La filosofia di In-Site è quella di unire le competenze tecniche ingegneristiche specifiche con quelle dell’architettura, occupandosi di tutti gli aspetti, impiantistici, infrastrutturali, ma anche di vivibilità degli spazi concepiti per una perfetta simbiosi tra uomo e macchina.

“Il Data Center non può essere considerato più solo come un semplice contenitore di macchine. Da qui a cinque anni, credo infatti che verrà visto sempre di più come spazio tecnologico capace di comunicare con l’uomo, e di veicolare i valori dell’azienda al mondo esterno”, spiega Pietro Matteo Foglio, CEO e fondatore di In-Site. “La vera sfida per il futuro consiste, in tal senso, nell’armonizzare contenitori e contenuti, attraverso un processo articolato che richiede un assiduo confronto tra progettisti, imprese e operatori del settore. Due saranno le necessità: da un lato, un altissimo livello di adattabilità ai repentini mutamenti del mercato tramite la realizzazione di strutture flessibili e modulari, e dall’altro la massima garanzia di continuità del business”.